october 28 2007, sunday
durante i miei pallosi giorni a starnutire e a incubare germi, mi sono dilettata con discovery channel e anche con quel nuovo canale del national geographic che fa vedere animali di ogni genere, compresi i documentari sulla vita sessuale di tutte le creature di dio (che ho deciso di evitare dopo essermi imbattuta negli elefanti in calore e aver scoperto che molti grandi mammiferi hanno il pene PRENSILE, panico!). comunque. oltre ad aver sviluppato una profonda e viscerale antipatia per le iene (con scene di esultanza quando arrivavano i leoni e le prendevano a randellate sui denti), ho scoperto la storia meravigliosa di questo bambino cinese che è amicissimo di una balena beluga. in pratica piangevo.

ho sempre pensato che i beluga fossero degli animaletti affabili. mi sono ancora più simpatici per la loro forma tondeggiante e bombata, in genere, amo gli animali grassi e impediti, che praticamente sono così imballati da non riuscire quasi a muoversi. vedi le foche monache neonate, che sono sceme e cilindriche ma così tenere. e qui troviamo un altro buon motivo per lavorare alla Trudi.

fra qualche giorno, nella mia università lastricata d'oro e smeraldi, ci sarà la giornata dedicata al lavoro. ora, a me questa cosa del lavoro sta mettendo un po' d'ansia. l'anno prossimo dovrò fare obbligatoriamente uno stage... ne sono ben contenta, peccato che il caos regni sovrano. mi ritrovo raramente in una tale sensazione di dubbio e insicurezza (di solito si manifesta sul seguente argomento "relazioni interpersonali tra uomo e donna", svolgimento "come uscire con una persona per più di una volta"), più che altro perchè mi sento sopraffatta dai problemi organizzativi, di ricerca, di collocazione geografica. la mia incapacità di gestire quel che mi succede sta raggiungendo il massimo storico. di buono c'è, però, che almeno sono ancora curiosa. tipo, ci sarà Google. ci sarà Giochi Preziosi (se c'era la Mattel mi presentavo brandendo nella sinistra il curriculum e nella destra un minipony), ebay, Luxottica... e qui, mi parte il problema numero mille. caro Google, eccomi qua, mi fai fare lo stage? ma se ne vada signorina, non vogliamo neanche vederle il decolletè, non è abbastanza speciale, interessante e preparata per noi, vada vada, che là hanno bisogno di gente che zappa la terra.
per fortuna che i miei amici portano i pasticcini.
october 23 2007, tuesday
la nostra domestica riedizione di Ratatouille pare essersi conclusa, del roditore non v'è più alcuna traccia e il tutto si è svolto nel più completo rispetto dei diritti degli animali (da cui io tenderei con grande razzismo ad escludere le bestie brutte, tipo la iena, la rana pescatrice, il facocero, quei gatti senza pelo e il vincitore del cane più ripugnante del mondo). anche se, tecnicamente, il cervello umano è molto grande, il topo non l'abbiamo preso, pare essersene andato di sua volontà dalla porta-finestra che gli lasciavamo aperta con più o meno sette chili di grana sul balcone. la Valeria continua a sentire rumori immaginari ed è certa che avremo tutti la peste.
dal canto mio, la
peste potrei comodamente averla perchè mi deterioro con fulminea
velocità. un giorno o due di clima invernale ed eccomi ad esibirmi in
zotici comportamenti degni di nonne e vecchie zitelle. tipo. andare a
letto con la borsa dell'acqua calda e darle anche un nome (si chiama
BULLY, tenerina). indossare preoccupanti sciarpone di lana in ambiente
domestico. infervorarsi per stimolare i genitori ad accendere il
riscaldamento. guardare la televisione sepolta sotto imponenti coperte
di pile.
tutto ciò non ha comunque giovato alla mia salute visto che ho il
raffreddore, tossisco, mi fa male la gola e maltollero gli altri esseri
umani. la Valeria ha già minacciato di farmi fare i fumini, pratica
medioevale che non solo non mi è di alcun giovamento, ma mi cuoce anche
la faccia.
l'unico vantaggio dell'essere infermi sono i film. tipo, ieri ho visto Surf's Up che, essendo popolato da animali parlanti molto arguti, ha raccolto la mia incondizionata approvazione, spingendomi addirittura a ricoprire il mio desktop 1680x1050 pixel con il seguente sfondo:
no della serie "non ho un cuore tenero".
ho visto anche Planet Terror... e devo proprio dire, non senza un certo imbarazzo, che è la metà buona di Grindhouse (Kurt Russel a parte!!!!). una volta accettati gli zombie purulenti, è meravigliosamente esagerato (e penso di essermi invaghita di quel nanetto di Freddy Rodriguez... che temo sia nel film per puro nepotismo, visto che Robert Rodriguez ama far recitare i suoi parenti o, comunque, le donne che si spazza. in questo caso, ben venga il nepotismo). la vecchia Rose è una bulla, un evviva a lei e a tutte le go-go dancers con una gamba sola.

ho finito di leggere Emma della divina
Jane Austen e sono fierissima di me stessa per aver indovinato tutti i
matrimoni. vabè, tranne quello del signor Elton con
quell'insopportabile e becera donna di Bristol... in compenso, era
piuttosto palese che al signor Elton piacesse Emma invece di Harriet.
Emma poveretta la capisco, perdersi in strafalcioni grossolani pur
pensando di saperla lunga è una sventura molto comune di cui mi sento
spesso vittima, in compenso, sono felice del suo lietofine.
ora, sto leggendo Cuori in Atlantide di Stephen King... ed è il primo
libro di King che leggo. l'ho rubato al pub. andiamo praticamente sempre
(anche troppo) in questo pub che ha scaffali di libri da scambiare. in
teoria se prendi un libro dovresti portarne un altro, per ora, mi
chiamano occhi di gatto (ma prometto che a breve gli appiopperò una
sporta di volumi che non voglio più... ma non robaccia però, ci sono
già troppi harmony e libri di poeti polacchi morti annegati mentre
pattinavano stupidamente su laghi ghiacciati troppo poco per pattinarci
su).
vabè, vado a rantolare, baci e bacilli.
october 16 2007, tuesday
da ben due giorni, un roditore si è asserragliato nella nostra cucina. per me, rappresenta ancora un'entità astratta dato che non l'ho mai visto. il mimmo e la valeria, che l'hanno ammirato mentre si fiondava sotto la credenza, hanno opinioni discordanti. per la valeria, è una creatura preistorica, tipo un varano di komodo, però col pelo e molte teste. il mimmo, meno incline alla teatralità, lo descrive come un normalissimo topolino beige. per quanto mi riguarda, cerco di figurarmelo il più possibile simile a Ratatouille... o quantomeno dotato del dono della parola e cittadino onorario di topolinia... o così:

il roditore si è
introdotto in casa dal balcone. senza l'aiuto di gill grissom, siamo
stati in grado di individuare alcune cause:
- la valeria ha la mania di lasciare le finestre aperte, a qualsiasi
condizione climatica e senza nessun motivo particolare. penso che le
apra e che poi sia troppo pigra per richiuderle, nobile madre!
- siamo al primo piano. e c'è un'edera rampicante.
- esattamente sotto di noi, c'è un fabbricante di kebab. ora, non
voglio essere razzista verso il cibo di altre culture, però credo che
il topo, invece che essere messo in un panino, sia fuggito per aver
salva la vita.
- sul balcone, la mia famiglia immagazzina scarpe, aspirapolveri,
patate, mele, carote, cipolle, NOCI, arance, mandarini, pompelmi e
cavolfiori.
- nella stanza del balcone, c'è il mimmo al suo computer. e si sa, il
mimmo ispira simpatia.
il nostro rapporto
col roditore è iniziato in modo rocambolesco. il mimmo, con in mano
un'asta di bambù (che non so dove abbia trovato), trafiggeva
minacciosamente il sotto della credenza, la valeria, con torcia e scopa
di saggina (che infilza e spazza) incuteva timore ai dintorni del
frigorifero. quanto a me, impugnando uno spazzettone chiodato, cercavo
di provocare un infarto alla mala bestia agitando un BASTONE DELLA
PIOGGIA avuto in dono dalla mia amica dafne in quinta superiore.
chiaramente, con tutto quel casino, il topo si è andato a rifugiare
dietro al forno e alla lavastoviglie, un luogo inaccessibile a qualuque
utensile ed oggetto atto a offendere.
al che, ieri mattina, dopo aver constatato che il nostro ospite si era
lautamente cibato della mela-test lasciata per lui vicino alla
porta-finestra aperta (credo più per amore della scienza che per la
concreta speranza che se ne andasse di sua spontanea volontà), alla
valeria è partito un embolo, ha preso quel macchinario per pulire che
fa il vapore rovente e l'ha infilato in ogni orifizio e pertugio della
credenza. il topo potrebbe essere stato cotto, o sciolto, ridotto in
quark e protoni di topo. il mimmo, spaventato da tanta furia, ma comunque desideroso di
aiutare, è andato a comprare trappole, veleno e carta collata. ora, la
trappola è piuttosto civile, non è di quelle che decapitano e mutilano
gli animali in un lago di sangue. no, è fatta tipo gabbietta e si
chiude quando il topo ci entra dentro come un pirla. la colla, quella si
che è medioevale. il topo cammina su questa tavoletta e ci rimane
appiccicato su, per l'eternità, scorticandosi, rompendosi le ossa, in
preda ad attacchi di panico e soffocando in posizioni innaturali. mi
auguro sinceramente che scelga di morire avvelenato in un luogo dove
possiamo rimuoverlo o che si faccia intrappolare, riducendo a zero la
componente pulp della vicenda.
ora che siamo così bardati, attendiamo che la creatura incontri il suo destino, se qualcuno ha un gatto con l'inclinazione per le arti venatorie, ce lo noleggi.
october 13 2007, saturday
affezionarsi a
qualcosa di culturale o ideologico ci fa diventare impazienti, esigenti
e, generalmente, mai soddisfatti di quello che c'è. se leggere un libro
o guardare un film fosse come mangiare dei panini con la salamella,
prima o poi ci si potrebbe mettere sul divano, a sonnecchiare sperando
di digerire. con l'arte, l'intrattenimento o la musica, il bisogno di
fermarsi a digerire non c'è: lo stomaco ha una capienza limitata, cosa
che raramente si può dire dell'immaginazione o della curiosità. è
sicuro che le varie industrie editoriali, musicali e cinematografiche ci
inculchino il bisogno di vedere, leggere e sentire sempre più contenuti
freschi e nuovi, ma credo che, pur facendo bellamente il proprio
interesse, alla fin fine rispondano ad un bisogno molto umano e
piuttosto normale, al diritto di non sentirci tediati e amorfi o
stupidamente pacifici, stile mucca che bruca.
e quindi come posso, io, creatura inserita in un'epoca di continue
novità frullate insieme, ad abituarmi al fatto che la mia scrittrice
preferita è morta da qualche centinaio di anni? EH? EH? CHE DEVO FARE??
E' DECOMPOSTA, IL NUOVO LIBRO NON USCIRA' MAI! QUELLI VECCHI PRIMA O POI FINIRANNO!
di solito, ho il buongusto di amare artisti viventi (tralasciamo
pittori, fotografi e scultori, che in ogni epoca storica tendono a
morire come mosche. chiaramente ciò accade solo se sono bravi) che
possono sollazzarmi per anni e anni, finchè non sarò vecchia e
rincoglionita, o finchè deciderò di perdere interesse e iniziare a
odiarli implacabilmente (vedi anche: io e la musica)... ma Jane Austen
ha rovinato tutto. sono perfino arrivata a pensare che mi sarei trovata
bene a scrivere lettere in uno dei suoi salottini, chiacchierando per
tutta la vita con quelle otto persone della mia cerchia di conoscenze.
credo che Jane, da scrittrice e non da donna-soprammobile, mi
disapproverebbe un sacco per questo. e quindi, eccomi qui a leggere Emma
(che se posso permettermi, è scritto palesemente meglio degli altri
libri, è arguto, delicato, elegante... anche se nulla batte la storia
di Orgoglio e Pregiudizio), concludendo così i grandi romanzi lasciati
ai posteri dalla vecchia Jane e buonanotte al secchio. faccio pena, vado
addirittura a vedere le note, rileggo i dialoghi pungenti e mi preoccupo
tantissimo. che ne sarà di me!

ad alleviare le mie sofferenze, viene in soccorso l'onnipresente quanto tempestiva industria cinematografica, che ha sfornato il gradevolissimo Becoming Jane con Anne Heathaway, che mi sta anche simpa. nonostante sia storicamente scorretto (cosa che ben poco mi tange perchè è un FILM), mi sono entusiasmata tanto che ho pianto come un vitello zoppo per metà del tempo... un po' per la vicenda, in sè devastante, un po' per l'impossibilità di far resuscitare Jane, un po' per la gioia di vedere James McAvoy vestito da essere umano e non da caprone. come caprone era proprio sprecato.
october 11 2007, thursday
sono tornata,
live da un computer fantascientifico e molto intonato al mio guardaroba
che il Mimmo, credo in collaborazione con una lobby di petrolieri di
dubai, mi ha portato a casa ieri dal mediaworld. credo si sia avvalso di
alcuni schiavi perchè pesa quanto la catena montuosa dell'annapurna.
frizzi e lazzi a parte, questo computer ha lo schermo più grande del
mondo, sono un attimo sopraffatta da tale magnificenza, ora si che
capisco il concetto romantico del sublime e della meraviglia mista a
terrore che l'uomo vive dinnanzi alla potente natura. quando è acceso,
è un po' come mettersi a mezzo metro da un riflettore dello
stadio. mi si divide la faccia a metà, ma sono contentissima.
viva il Mimmo!


come promesso, un po' di foto della festa di laurea... e la prossima volta venite anche voi.

è doveroso iniziare dai festeggiati.
Ale,
ingegnere fisico, don vito corleone (lasciate perdere per un attimo il
casco muccato bevi-birra) - Naccia,
ingegnere matematico, iena - Reggino,
ingegnere meccanico, picciotto! - io,
economista per l'arte e bla bla, mia wallace.

Ale, Reggino e Forni fondano una
cosca.

perchè se la festa è in maschera, ci si impegna!
Crudelia, Stanlio & Ollio, Marylin, Holly Golightly (che credo vinca
il premio per la maggior somiglianza all'originale cinematografico,
complimenti e ammirazione per la Roby!!!), Dracula.

il DR.HOUSE !!!! XD

tocco di classe, medaglione con l'effige di Don Vito e
Michael Corleone, mi tolgo il cappello davanti a tale devozione.


bolge varie e ridacciose. notiamo
come la gente tenda ad assumere quasi sempre la stessa posa.

con le mie adorabili compagne
d'università che hanno sfidato pericoli d'ogni genere per giugere a
destinazione... anche perchè, diciamocelo, abbiamo scelto di andare a
festeggiare in un luogo piuttosto remoto e impervio!

ing.picciotto Rè, io, dr.House...
che a un certo punto se n'è andato perchè fra un mese ha un esame e
doveva studiare. l'enigma!

io, l'elfica Flavietta (non c'è
neanche una foto dove si vede il mantello, è clamoroso!), Seresere in
modalità eyes wide shut.

fumettista Giovanni, vestito da
Giovanni, io, Lauretta... che dopo anni ha riscoperto le gioie del
pampero e le sue proprietà traumaturgiche, prima fra tutte, l'abilità
di alzare la temperatura corporea quando si festeggia al gelo.

con l'energetico Indiana-Para,
autore dei titoli di coda di un sacco di dvd e di altre cose
intelligenti e tecnicamente incomprensibili.

chiudiamo in modo iconico e
rappresentativo!
nelle prossime puntate: io e Jane Austen, come comportarsi quando la propria scrittrice preferita è morta? e ancora: un'agghiacciante gaffe della Valeria, anticipo solo la parola PARRUCCHINO!
october 5 2007, friday
il nuovo hobby
della Valeria è mandarmi dal dottore, credo nella speranza che qualcosa
non vada bene, il che le regalerebbe un ulteriore nuovo hobby... andando
così a creare un meccanismo molto simile al cerchio della vita, senza
babbuini e leoni però. e quindi, eccomi qua che trascorro una mattina
all'usl in una sala d'aspetto piena di neonati che ruttano e
gorgogliano, in attesa di essere ricevuta dal dermatologo, dopo
un'estate che non ho preso neanche il sole, utile da dio.
in generale, andare dal dottore è piuttosto imbarazzante. spesso si è
seminudi, bisogna dirgli cose incresciose tipo quante volte si fa la
cacca o portargli barattoli pieni di pipì, fare elettrocardiogrammi con
le tette al vento, correre su e giù da un gradino indossando biancheria
intima o, peggio del peggio, issarsi su un lettino, divaricare le gambe
e stare placidamente lì con le pudenda al vento. ecco, se il ginecologo
è l'incubo numero uno, sul podio finisce anche il dermatologo.
parliamone. non solo si è nudi e inermi, ma si viene anche colpiti da
una accecante luce e ispezionati in ogni anfratto con una gigantesca e
minacciosa LENTE D'INGRANDIMENTO. per poi scoprire, chiaramente, che
stai benissimo e che ti potevi risparmiare l'umiliazione.
visto che non ho
ancora le foto della festa di laurea, intratterrò me stessa parlando di
film.
la Pixar ha in uscita una storia che penso mi farà piangere come una
vite recisa. la vicenda narra le avventure del robottino Wall-E, unica
creatura che ancora vive sulla terra e che, mentre prende mucchi di
rifiuti e li compatta in eleganti cubetti, ha una potente epifania. non
so di che natura ma sono fiduciosa, anche perchè l'aspetto di Wall-E è
così tenero che noi donne squittiremo tutto il tempo e agli uomini
verrà il diabete.

mi dicono dalla regia che vorrò il
giocattolo di Wall-E.
e ora, perchè sono più a mio agio con le cose trucide, è finalmente uscito il trailer di Sweeney Todd... che mi sembra molto promettente (anche se il mio giudizio su Tim Burton tende ad essere scarsamente imparziale visto che una delle cose mi sono imposta di fare nella vita è scolpirgli un monumento celebrativo in marmo nero... gessato) anche se ad un certo punto c'è Johnny Depp che canta in mezzo alla strada tipo una principessa disney coi suoi scoiattolini. sorvolando tale inquietante particolare, che temo dipenda dal fatto che Sweeney Todd è, in origine, un musical, Johnny pare in gran forma, credo proprio che la parte del pazzo sia la sua preferita. su costumi e trucco, mi allontano un attimo dal pc per esibirmi in una danza tribale di vittoria.

mi dicono dalla regia che vorrò il
giocattolo di Johnny Depp.
october 1 2007, monday
orbene, sono ufficialmente una dottoressa! il titolo mi è stato conferito in una cerimonia di squisita boria, che ho per la maggior parte trascorso sudando e cercando di non sbadigliare mentre il tizio con la telecamera mi riprendeva. perchè si, ci verrà recapitato a casa un agile dividi dove si vedrà anche la zia Pinuccia che piange sullo sfondo e la Fede che arriva in ritardo, illuminando la sala con i suoi capelli rosa. stima.

io, strabica e con la ricrescita +
il magnifico Severino (che in un tempo lontano mi diede 30 e lode,
condannandomi così a dovermene vantare per il resto della vita).

il Mimmo è sempre molto incline a
fare le foto perchè così non ci finisce dentro. quelle poche volte in
cui c'è anche lui, io ho facce improponibili. da sinistra ammiriamo lo
zio Mici, che è un po' un fenomeno, la bionda zia Pinuccia (sorella
della Valeria e ben più bellicosa di lei), io (stupidamente
abbigliata... anche se, essendo incline a vestirmi in modo eccentrico,
la toga non mi è dispiaciuta), LA VALERIA (presentata a tutti i miei
amici come "questa è la creatura mitologica da cui discendo",
involontariamente vestita come la mascotte dell'università), gli
adorabili vice-zii Marisa e Giorgio.
lo zio Mici, oltre ad essere diventato mio consulente nella realizzazione artigianal-pittorica di magliette e gadget (e profondo conoscitore di numerose tecniche di colorazione maldiviane vagamente vudù), si diletta nella costruzione di più o meno qualsiasi cosa. in attesa che assembli un parco tematico e lo dipinga a mano, mi ha creato un coltellino da borsetta. io non so come abbia fatto, ma lo stimo tantissimo, anche perchè sembra una katana bonsai.

per continuare questo momento creativo, la Sarina mi ha omaggiato di un oggetto fantastico. quando si riceve una cosa simile, si è pronti a rivalutare l'intero genere umano e ad amare il prossimo. La Sarina ha compiuto un miracolo, ricamando e imbottendo, ha reso Rufus TRIDIMENSIONALE E MORBIDOSO!


viva la Sarina!!!!!
eterna gratitudine!!!!
ora, io non pensavo che per la laurea ci fosse usanza di fare regali così elaborati. io ero già in pace con i preziosi orecchini ricevuti a luglio e invece no, mi sono state elargite cose di rara bellezza, estremamente azzeccate, che in pratica sento di non meritarmi perchè diciamocelo, tendo ad essere una carogna. ringrazio tutti, sono sinceramente commossa.





picco di contentezza della giornata: spiedino di gamberoni.
per una documentazione fotografica della successiva festa a tema film, in cui sono apparsa nei panni di Mia Wallace, attendo che mi facciano avere le foto e poi se ne parla. voto dieci a tutti i partecipanti!!!